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Interviste
La Gazzetta del Mezzogiorno
Il decreto e' frutto di una leale collaborazione tra istituzioni dello Stato, permette di coniugare in modo più razionale forma e sostanza, ribadisce il rispetto delle regole, ma ricorda anche che la sostanza della democrazia è il confronto fra posizioni differenti. Se la sinistra non comprende tutto questo significa che quando diceva di auspicare una competizione autentica affermava una posizione ipocrita.
La "sentenza" di Galli Della Loggia sul Pdl, il caso delle liste bocciate in Lombardia e Lazio col rischio di un'involuzione democratica della prassi, lo stato dell'arte nel partito e l'ennesimo strappo di Fini. Nell'intervista a Il Mattino analizzo i temi sul tappeto senza remore, ma con la consapevolezza che oggi la priorità non sono i distinguo, ma la battaglia per le regionali.
Il Corriere del Mezzogiorno
La politica deve sempre prendersi le proprie responsabilità esercitando il diritto-dovere di scegliere. Se si va avanti con questa mania dei codici alla fine si offrono strumenti per vendette trasversali del tutto immotivate.
Il ddl sulle intercettazioni arriverà in aula solo dopo le Regionali, perché prima della tornata elettorale e nel giro di poche settimane Palazzo Madama dovrà varare definitivamente il legittimo impedimento. Il testo sulle intercettazioni rappresenta un punto di equilibrio tra esigenze delle indagini, diritto alla riservatezza, diritto di cronaca e tutele delle intercettazioni per i reati di mafia e quelli più gravi.
In un'intervista a Il Riformista non nascondo i problemi del suo partito, sul tesseramento, ad esempio: «Finora ci siamo concentrati su altro. Si potrà dire se l'operazione è riuscita quando si entrerà nel merito». Ma sottolineo che non sono nulla rispetto ai guai altrui: «Rispetto all'altra parte scoppiamo di salute.
Il Pdl deve assumere la condotta degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale: a livello generale indefettibile. Nessuno deve poter avere dubbi sui nostri principi e sulla volontà di andare avanti lungo la strada inaugurata nel 94. Sul territorio, poi, lasciare spazio ai dirigenti locali per eventuali accordi parziali. Se il generale Clark stipulò un accordo con Darlam il Pdl potrà pur farlo da qualche parte con l'Udc...
Se l'opposizione mostrasse la volontà di andare avanti sul progetto di legge Chiaromonte-Compagna sull'immunità per i parlamentari, potremmo anche giungere a valutare superflua la costituzionalizzazione del lodo Alfano.
La riforma della giustizia non deve essere un capitolo a parte rispetto a quella istituzionale. Lo sforzo deve essere duplice affinché ci sia una reciproca legittimazione delle forze politiche attraverso la condivisione delle regole. Da nemici dobbiamo diventare avversari come accadde in Francia nel 58 o in Spagna dopo il regime franchista e aggiornare il nostro sistema istituzionale che ormai appartiene alla prima generazione delle costituzioni del secondo dopoguerra ed è antiquato. In questo quadro non immagino uno stralcio della giustizia: è parte integrate del dialogo ed è necessario per disinnescare le fibrillazioni tra partiti.
Perluigi Bersani vuole fare le riforme, ma deve evitare di pensare che i provvedimenti per disinnescare il conflitto fra giustizia e politica siano leggi ad personam.
La prima urgenza è disinnescare il conflitto fra giustizia e politica, prima fonte delle fibrillazioni del Paese negli ultimi quindici anni. La norma a tempo sul legittimo impedimento inizierà a gennaio il suo iter alla Camera, mentre in Senato abbiamo avviato il percorso del processo breve, che risponde alle esigenze di tutti: se la legge Pinto ha previsto risarcimenti per i processi troppo lunghi, ora è giusto che una legge definisca i paletti oltre i quali la durata del giudizio è inaccettabile.
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