Articoli, Riforme istituzionali

L'Occidentale

Quello delle riforme è un tema dibattuto in questi giorni. Da quell'opposizione che ha manifestato la volontà di intraprendere un confronto costruttivo veniamo sollecitati a metter mano a riforme che siano "di sistema". Ma per creare lo spazio e le condizioni affinché una riforma possa andare in porto è necessario disinnescare la miccia del conflitto tra potere politico e potere giudiziario.

L'Occidentale

Non c’è dubbio: il percorso di modernizzazione del Paese, se vuol essere portato a compimento, deve affrontare anche il passaggio ineludibile dell'ammodernamento delle istituzioni. O si affronta il capitolo delle riforme con piglio “gollista” o è meglio che di questo argomento si sgombri definitivamente il campo.

L'Occidentale

La legislatura è a un bivio. In questi mesi su diverse emergenze ha sperimentato il “premierato di fatto”: l’accordo tra premier e maggioranza parlamentare. Ed è stato un successo. La sperimentazione è stata però parziale. Perché il premierato prevede anche un’opposizione in grado di rispettare chi ha vinto e protesa alla successione. Questa parte del premierato non ha funzionato.

L'Occidentale

Quando sento Veltroni gridare all'autoritarismo di fronte alla capacità del governo e della maggioranza di affrontare e risolvere le emergenze del Paese che il centrosinistra ci ha lasciato in eredità mi viene da sorridere. Quando poi vedo i maggiorenti del Pd agitarsi per il ricorso alla decretazione d'urgenza da parte dell'Esecutivo, e penso che in Senato (come pure alla Camera) giace la nostra pVeltroni1_1_1.jpgroposta di riforma dei regolamenti parlamentari, senza che mai dalla minoranza sia giunta la minima sollecitazione affinché tale proposta venga calendarizzata e discussa, mi sopraggiunge l'impressione che la levata di scudi sia un po' ipocrita. Quando, infine, constato che il segretario del Pd non demorde dalle sue accuse a dir poco avventate, mi assale un senso di tristezza, perché in una democrazia matura, quando in gioco c'è la revisione del sistema fiscale a favore degli enti territoriali e la trasformazione in senso federale del nostro sistema politico, il leader dell'opposizione accetta la sfida e si confronta, come responsabilmente stanno facendo molti amministratori locali del suo partito.

L'Occidentale

Macerie della sinistra. Sabato sulle pagine del Foglio appare una lettera di paoloferrero_1.jpgWalter Veltroni che più che rispondere a criteri politici sembra obbedire ai canoni che un tempo ispiravano i successi di “Un disco per l’estate”. Roba da non credere. Una sonora liquidazione di quel che restava dell’impianto strategico che Veltroni aveva dato al Pd al tempo delle elezioni in omaggio a un pregiudizio di carattere personale: Berlusconi gli apparirebbe ora inaffidabile. Lo ha deluso. Gli ha spezzato il cuore. Il giorno dopo, dalle Terme di Chianciano è giunta la notizia della sconfitta di Bertinotti, Vendola, Migliore e altri, della parte più ragionevole di Rifondazione Comunista, a causa della saldatura tra Paolo Ferrero e le minoranze ancora più estreme, ufficialmente ai limiti dell’eversione. E’ facile immaginare che seguiranno scissioni e nuove aggregazioni, a sancire lo stato di confusione della sinistra. Il consuntivo è presto fatto.

L'Occidentale

La questione fin qui si è presentata come una contrattazione da mercato: quanto alto dovrà essere lo sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi alle prossime elezioni europee? Il 2, il 3 o il 5 per cento? Posto così il problema, sembrerebbe che vi sia da determinare solo se e di quanto si debbano avvantaggiare i grandi a spese dei nanetti. E invece la questione è più complessa.

Il Riformista

Ho incontrato a Parigi Edouard Balladur, che mi ha parlato della sua commissione sulle riforme. Penso che, come ora si usa dire, “si può fare”. Anche in Italia. Il problema maggiore? Trovare un Balladur italiano.

Il Giornale

Senza vergogna: scaricare la crisi nella quale sta precipitando il Paese sull’attuale legge elettorale e pretenderne il cambiamento alla stregua di un’emergenza nazionale, non soltanto è ridicolo, ma è anche sintomo di mala fede. L’attuale normativa è senz’altro perfettibile in alcune sue parti.