Articoli, Il futuro del PdL

Il Giornale

Il dibattito sui problemi e sul futuro del Pdl affronta e unisce due temi. Uno rappresenta un capitolo classico della storia dei partiti. L’altro - sia detto senza alcun intento denigratorio - incarna un residuo di partitocrazia tutto italiano.

Libero

E' possibile in politica fare a meno dei partiti? Pur con tutti i mutamenti che hanno segnato l'evolversi della forma partito in Italia, è immaginabile che senza di essi il sistema possa funzionare? La risposta è no...

L'Occidentale

L'Uovo di giornata del quotidiano online L'Occidentale in risposta a fare Futuro Web che è intervenuta sul tema della democrazia interna al Pdl partendo dalla mia intervista su Il Foglio.

Fare Futuro Web

Il corsivo di Fare Futuro Web in risposta alla mia intervista pubblicata su Il Foglio riguardo il tema della democrazia interna al Pdl.  

L'Occidentale

C'è un tentativo di avvolgere all'indietro la pellicola della politica italiana. Come se il voto dell'aprile 2008 non vi fosse mai stato. Come se un anno e mezzo caratterizzato dal consolidarsi del continuum governo-maggioranza fosse passato invano. Fini con tutto ciò non c'entra niente. Ma per tutti è il tempo delle responsabilità.

Il Sole 24 Ore

Andrea Romano mi rimprovera di essere troppo indulgente nel descrivere Silvio Berlusconi come “il modernizzatore del nostro sistema politico”; di non vedere che il berlusconismo – a differenza di gollismo e tatcherismo - non avrebbe messo radici e sarebbe dunque senza eredi; di non accorgermi che, in mancanza di un’alternativa in grado di competere, l’attuale maggioranza sarebbe condannata in futuro a una sorta di guerra civile tra una componente tremontian-leghista e una componente finiana, e al fondo a uno scontro tra Nord e Sud...

Formiche

Ci sono voluti questi tre lustri dal 1994 per completare e concludere la transizione del nostro sistema partitico. Adesso con la nascita del Pdl è giunto il momento che la classe dirigente del nuovo partito si dimostri all'altezza del compito facendosi carico della sopravvivenza della rivoluzione liberale, evitando così di sprecare questa grande occasione. Insomma ora tocca a noi...

L'Occidentale

La transizione verso la seconda Repubblica nel nostro Paese è durata anche troppo, per il bene dell'Italia dobbiamo fare in modo che la gestazione del grande partito maggioritario dei moderati e dei liberali sia la più breve possibile. Potremo ricevere un aiuto indispensabile nella spinta propulsiva del carisma berlusconiano. Ma al Cav. non si può chiedere di più.

Il Tempo

Il Popolo della Libertà in un certo senso è nato da un litigio. Approdo di un'idea coltivata fin dal 1994, la casa comune dei moderati e dei liberali italiani ha preso corpo quando Silvio Berlusconi, di fronte alla strenua sopravvivenza del governo Prodi durante il dibattito sulla Finanziaria, è salito sul predellino di un'automobile e ha premuto sull'acceleratore. Quel che è importante, adesso, per quanto riguarda Forza Italia e An, è che il percorso sia speculare e non vi siano asimmetrie. Occorre che il processo spontaneo sia incoraggiato da un disarmo bilaterale.

L'Occidentale

A questo punto, indipendentemente da come finirà oggi a Roma, è chiaro che per trasformare il risultato delle pberlusconi_1_1_2.jpgolitiche da grande occasione a svolta storica, il centro-destra dovrà muovere contemporaneamente su tre terreni: il governo, la riforma del sistema e il partito. Del governo si parla anche troppo. Della riforma del sistema, da tutti auspicata a parole, qualcosa si potrà dire solo dopo i ballottaggi. Si parla invece poco – e purtroppo male – dell’oggetto a proposito del quale esisterebbero tutti i termini per imbastire una discussione seria: il partito. Cioè quello che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Berlusconi, dovrebbe essere il lascito più duraturo della sua permanenza nell’arena pubblica.