Comunicati stampa, Biopolitica

Bisogna evitare di trasformare ogni tema che riguarda la biopolitica in una guerra di ideologia. Nel caso specifico della Ru486 nessuno, e tantomeno il Parlamento, puo' mettere in discussione la commercializzazione autorizzata dall'Aifa.

L'incontro di ieri promosso dal gruppo del PdL al Senato non è derivato dalla volontà di condizionare il dibattito interno agli ordini dei medici, ma dall'intenzione di offrire, nella reciproca autonomia dei professionisti e dei legislatori, un contributo informativo in merito al ddl Calabrò...

Pur essendo scontate in linea di principio, le affermazioni del presidente Fini potrebbero indurre a equivoci se riferite alla realtà dei fatti. La verità è che sui temi di biopolitica, dall'eutanasia alle coppie di fatto, dal matrimonio omosessuale al testamento biologico fino a progetti che rasentano l'eugenetica, in Italia come nel resto d'Europa la volontà di legiferare nasce sempre da una sola parte o dall'azione delle sue appendici giudiziarie.

Il senatore Ceccanti individua nella sentenza della Consulta sulla legge 40 un monito nei confronti del legislatore sul testamento biologico, affinché la possibilità del medico di decidere in scienza e coscienza, secondo la volontà del paziente ma tenendo anche conto delle evoluzioni tecnico-scientifiche, non sia imbrigliata da una normativa eccessivamente rigida.

Chi conosce la storia dei regimi liberali e democratici sa che l'influenza del sentimento religioso nella legislazione di un Paese è la norma. Altra cosa sono gli ambiti di competenza esclusiva dello Stato e della Chiesa.

La sentenza della Corte Costituzionale non cancella l'intera legge 40 ma interviene solo su due aspetti che, tra l'altro, devono essere letti in maniera coordinata tra di loro.

La richiesta che si preannuncia in seno al Csm di aprire una pratica a tutela dei giudici della Cassazione a seguito del caso di Eluana Englaro è paradossale e, questa sì, davvero inammissibile.

L'indipendenza della scelta del medico è presupposto indispensabile per laici e cattolici affinché quella che il Papa definisce alleanza terapeutica non si traduca nella deterministica presunzione di poter pianificare ogni aspetto della propria vita. E questo vale tanto per i cattolici quanto per i laici liberali e non deterministici.

Dalla Corte Costituzionale è arrivata una decisione pilatesca. C'erano tutti i presupposti perché il conflitto sollevato dal Parlamento nei confronti della Cassazione sul caso di Eluana Englaro fosse dichiarato ammissibile e avesse accesso alla prova del giudizio di merito. Invece la Consulta ha preferito lavarsi le mani.

Primo firmatario il Presidente Cossiga, ho presentato oggi con altri venti colleghi del Popolo della Libertà una mozione per chiedere che venga sollevato di fronte alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra il Senato della Repubblica e la Corte di Cassmengele.jpgazione in merito alla sentenza della Suprema Corte sul caso di Eluana Englaro, dalla quale è derivato il pronunciamento della Corte d'Appello di Milano. Nella mozione, al di là di ciò che si può pensare del merito delle sentenze, e personalmente ne penso molto male, non viene messo in discussione il contenuto dei pronunciamenti giudiziari, ma viene duramente stigmatizzata l'indebita e gravissima invasione nel campo che la Costituzione assegna al legislatore. Se simili iniziative vengono lasciate senza risposte istituzionali, il Parlamento non potrà più lamentarsi di fronte all'invadenza del potere giudiziario ai danni del potere legislativo.