Riforme istituzionali

L'Occidentale

Quello delle riforme è un tema dibattuto in questi giorni. Da quell'opposizione che ha manifestato la volontà di intraprendere un confronto costruttivo veniamo sollecitati a metter mano a riforme che siano "di sistema". Ma per creare lo spazio e le condizioni affinché una riforma possa andare in porto è necessario disinnescare la miccia del conflitto tra potere politico e potere giudiziario.

Il testo del mio intervento al convegno di Cagliari "Centralità del Parlamento nelle riforme istituzionali" organizzato dall'Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica.

Il Riformista

Se l'opposizione mostrasse la volontà di andare avanti sul progetto di legge Chiaromonte-Compagna sull'immunità per i parlamentari, potremmo anche giungere a valutare superflua la costituzionalizzazione del lodo Alfano.

Il Sole 24 Ore

La riforma della giustizia non deve essere un capitolo a parte rispetto a quella istituzionale. Lo sforzo deve essere duplice affinché ci sia una reciproca legittimazione delle forze politiche attraverso la condivisione delle regole. Da nemici dobbiamo diventare avversari come accadde in Francia nel 58 o in Spagna dopo il regime franchista e aggiornare il nostro sistema istituzionale che ormai appartiene alla prima generazione delle costituzioni del secondo dopoguerra ed è antiquato. In questo quadro non immagino uno stralcio della giustizia: è parte integrate del dialogo ed è necessario per disinnescare le fibrillazioni tra partiti.

Il Tempo

Perluigi Bersani vuole fare le riforme, ma deve evitare di pensare che i provvedimenti per disinnescare il conflitto fra giustizia e politica siano leggi ad personam.

Per riformare e modernizzare le nostre istituzioni non c'e' bisogno di riproporre organismi costituenti caratteristici dei periodi di fine regime. C'e' bisogno, piuttosto, di quella mentalita' costituente per la quale al momento di scrivere le regole comuni si prescinde dalle ragioni di contenzioso che la quotidianita' offre, ivi compreso il disinnesco del conflitto fra giustizia e politica che non puo' essere scambiato per volonta' di legiferare a favore di una persona sola.

Il Mattino

La prima urgenza è disinnescare il conflitto fra giustizia e politica, prima fonte delle fibrillazioni del Paese negli ultimi quindici anni. La norma a tempo sul legittimo impedimento inizierà a gennaio il suo iter alla Camera, mentre in Senato abbiamo avviato il percorso del processo breve, che risponde alle esigenze di tutti: se la legge Pinto ha previsto risarcimenti per i processi troppo lunghi, ora è giusto che una legge definisca i paletti oltre i quali la durata del giudizio è inaccettabile.

Il RIformista

C'è chi lo chiama inciucio, chi lo definisce un salvacondotto giudiziario: per me l'ipotesi di condividere con l'opposizione una ricomposizione del conflitto tra le pendenze giudiziarie di Silvio Berlusconi e il suo ruolo istituzionale, è un'opportunità che va ben amministrata.

Il Manifesto

In Italia ci sono ampie frange che considerano il potere eletto comunque illegittimo o frutto di una storia deviata. Questo è stato il Paese in cui il padre della patria Alcide De Gasperi è stato a lungo considerato un servo degli americani, o quello in cui si è affermata la teoria del doppio Stato. E' stato il Paese del dramma di Moro. Per il fatto che la Corte costituzionale ha dato un parere sul lodo Alfano, il clima è diventato tanto incandescente da portare ai fatti di Milano. E' credibile che in Italia una sentenza di primo grado non venga assunta come elemento di delegittimazione? Io ritengo di no.

Il Popolo della Libertà è una forza popolare, e la tradizione del popolarismo non è ostile al populismo se esso è democratico e liberale a differenza di altri populismi che si nutrono dei germi dell'eversione, e dalla cui zavorra le forze responsabili dell'opposizione farebbero bene a liberarsi quanto prima.