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Altro
Il vero scandalo è che in un Paese che si vorrebbe definire civile e democratico possano finire sui giornali le telefonate del presidente del Consiglio, del direttore del Tg1, del commissario dell'Agcom e del direttore generale della Rai per un'inchiesta che nulla ha a che fare con tutto ciò.
Chi vuole invitare alla discussione non presenta 1700 emendamenti e la senatrice Anna Finocchiaro che in Aula ci ha definiti maestri di arroganza contestando il voto di fiducia sul ddl, lo sa bene, essendo una parlamentare di lungo corso.
La Gazzetta del Mezzogiorno
Il decreto e' frutto di una leale collaborazione tra istituzioni dello Stato, permette di coniugare in modo più razionale forma e sostanza, ribadisce il rispetto delle regole, ma ricorda anche che la sostanza della democrazia è il confronto fra posizioni differenti. Se la sinistra non comprende tutto questo significa che quando diceva di auspicare una competizione autentica affermava una posizione ipocrita.
La "sentenza" di Galli Della Loggia sul Pdl, il caso delle liste bocciate in Lombardia e Lazio col rischio di un'involuzione democratica della prassi, lo stato dell'arte nel partito e l'ennesimo strappo di Fini. Nell'intervista a Il Mattino analizzo i temi sul tappeto senza remore, ma con la consapevolezza che oggi la priorità non sono i distinguo, ma la battaglia per le regionali.
Il Corriere del Mezzogiorno
La politica deve sempre prendersi le proprie responsabilità esercitando il diritto-dovere di scegliere. Se si va avanti con questa mania dei codici alla fine si offrono strumenti per vendette trasversali del tutto immotivate.
Non credevamo che di fronte a una decisione assolutamente corretta nella forma e nella sostanza saremmo dovuti giungere a dover scomodare il presidente Napolitano e il principio di economicità che lui ci ha insegnato, in virtù del quale le dimissioni bloccano altre procedure. Il presidente Schifani non avrebbe potuto fare nulla di diverso da ciò che ha fatto. E la maggioranza si è assunta in proprio la responsabilità di non riaprire il dibattito sulla cosiddetta 'mozione De Gregorio'.
Sul problema dell'immigrazione, le sue dimensioni e le possibili soluzioni nessuno ha in tasca la verità, nessuno ha una ricetta che può affermare essere quella vincente. Ci troviamo di fronte ad un fenomeno nuovo legato a tempi nuovi. Oggi spesso l'immigrato non perde il rapporto con il luogo di origine, ma anela a tornarvi dopo un periodo di permanenza in un’altra terra o molto spesso in altre terre. Sono questi motivi che devono portare anche a un ripensamento profondo del rapporto che esiste tra l'immigrazione, l'integrazione e la cittadinanza: sono tre categorie e tre problemi differenti. Sovrapporli come fossero la stessa cosa sarebbe un grave errore. Ecco il testo del mio intervento al Senato.
Rassicuriamo la senatrice Finocchiaro: nessuna preoccupazione, il PdL voterà le dimissioni del senatore Di Girolamo. Per quanto riguarda l'applauso, si è trattato di un attestato di rispetto nei confronti di una persona che si consegna al suo giudice naturale per rispondere di colpe in parte ammesse, e che fra qualche ora sarà in prigione dopo aver rassegnato le dimissioni dal ramo parlamentare al quale appartiene.
L'accoglimento del ricorso dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche va accolta con grande favore perché rappresenta un'inversione di tendenza delle istituzioni europee.
Una battaglia l'abbiamo già vinta: a Napoli, in Campania, c'è stato chi voleva commissariare la politica e la democrazia. Volevano mettere tutti sullo stesso piano: chi questa regione l'aveva sfigurata e ricoperta di rifiuti e di ignominia, e chi ha subito un'operazione giustizialista e anche vigliacca, con accuse vecchie di quindici anni fatte deflagare alla vigilia della campagna elettorale senza neanche la possibilità di difendersi davanti a un magistrato.
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