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Giustizia, il nuovo Pd abruzzese si arrampica sugli specchi
Se abbiamo ben inteso alcune argomentazioni che giungono dal nuovo Pd abruzzese, sentenze e atti giudiziari possono essere criticati solo da sinistra, perché lì si sono acquisite credenziali di lungo corso in battaglie combattute dalla stessa parte. Questa è l'espressione di una visione etnica e familistica della politica, evidentemente entrata in crisi con il moltiplicarsi delle inchieste che coinvolgono amministratori del Pd. La sinistra farebbe bene a prendere atto che episodi di malaffare possono riguardare esponenti di ogni parte politica, che per questo l'autorità giudiziaria quando persegue reati che coinvolgono esponenti politici non fa altro che svolgere il proprio compito, ma anche che i magistrati, quando sbagliano, debbono poter essere criticati da chiunque. Si tratta di rinunziare a qualsiasi residua pretesa di diversità e di superiorità morale per aderire a un modo più semplice e laico di vedere le cose. Sappiamo quanto sia difficile rompere antiche contiguità, ma l'alternativa, al punto in cui sono giunte le cose, è solo quella di continuare ad arrampicarsi sugli specchi.
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