"Il decreto e' frutto di una leale collaborazione tra istituzioni dello Stato, permette di coniugare in modo più razionale forma e sostanza, ribadisce il rispetto delle regole, ma ricorda anche che la sostanza della democrazia è il confronto fra posizioni differenti. Se la sinistra non comprende tutto questo significa che quando diceva di auspicare una competizione autentica affermava una posizione ipocrita per mascherare la speranza di vincere una partita senza avversari".
Galli della Loggia ha scritto che il partito di plastica si è squagliato. Secondo lei il Pdl come sta e in che direzione va?
"Il Pdl è nato nelle urne due anni fa, esiste come partito da un solo anno, e ha vinto tutte le elezioni alle quali ha partecipato: politiche, europee, amministrative. Affermare che si sta squagliando per qualche firma mancante è a dir poco temerario. La favola della 'plastica' circola da sedici anni e ciclicamente viene riproposta. La mia impressione è che qualche élite cerchi di piegare l'interpretazione degli eventi per attribuire a questa teoria una validità che la realtà ha già ampiamente smentito".
Berlusconi sembra pentito della fusione tra An e Fi: anche alla luce dei problemi di Verdini per l'inchiesta sugli appalti si va verso il coordinatore unico?
"L’elettorato del centro-destra condivide lo stesso orizzonte da sedici anni: lo aveva intuito per tempo Pinuccio Tatarella. I gruppi parlamentari, sostenendo ogni giorno l’azione del governo, hanno creato un amalgama tale per cui è ormai difficile distinguere chi viene da An e chi da Forza Italia. A livello di partito la fusione tra storie e percorsi diversi è più difficile e ha bisogno di più tempo. Problemi ce ne sono, e dopo appena un anno, per giunta attraversato da scadenze elettorali continue e da grandi emergenze di governo, sarebbe stato strano il contrario. Ma il tempo per analizzare questi problemi non può essere quello della campagna elettorale".
Basta il provvedimento anticorruzione per limitare le infiltrazioni della criminalità organizzata e l'intreccio fra imprenditori, politici e burocrati deviati?
"Gli episodi emersi in questo periodo evidenziano una differenza profonda rispetto a Tangentopoli: allora c'era una presenza eccessiva dei partiti nella vita pubblica; oggi, al contrario, i partiti sono troppo deboli e in questo quadro furbetti e furboni si insinuano nelle maglie di una pubblica amministrazione farraginosa. Il problema, dunque, è quello di rafforzare i partiti e rendere al contempo la pubblica amministrazione più snella e trasparente, coniugando i controlli con procedure rapide ed efficienti".
Mezzogiorno. La Cei, in un documento, ha affermato che la classe politica meridionale è inadeguata e che il Sud non è un collettore di voti. Cosa replica?
"La classe dirigente meridionale ha risentito drammaticamente di decenni di politiche assistenziali e fallimentari, che hanno scardinato ogni meccanismo di responsabilità. Oggi che il fallimento delle primavere progressiste del Mezzogiorno d'Italia ha riproposto la questione meridionale come tema attuale, lo sviluppo di una classe dirigente all'altezza della sfida è il primo obiettivo che ci dobbiamo porre".
Puglia: secondo Adriana Poli Bortone, il ticket Palese-De Bartolomeo dimostra che il Pdl è asservito ai diktat di Fitto. Lei che ne pensa?
"E' stata una fase in cui era necessario discutere su quali fossero il candidato e la strategia più adatti per vincere le regionali e liberare la Puglia dal malgoverno della giunta Vendola e dall'illusione del 'pifferaio magico'. Quando questo tempo finisce, la moralità dell'appartenenza impone un solo comportamento: dare fino in fondo il proprio contributo. Dunque io sono in Puglia e l'unica mia preoccupazione è fare tutto ciò che posso affinché il Pdl e Rocco Palese vincano".
Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno.