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Eluana, toni sguaiati contro fedeltà a propri convincimenti
La morte di Eluana Englaro ha segnato profondamente il dibattito pubblico, ha diviso il Paese, ha mobilitato le coscienze. Oggi questo dramma torna a dividere, ma su un piano differente: da una parte vi è chi, a un anno di distanza dall'aver combattuto a volto scoperto contro la pianificazione antropologica, contro il primato delle sentenze sulla decisione politica e contro il rischio di eutanasia di Stato, con il dovuto rispetto e sobrietà istituzionale rifiuta di relegare il tema nel ghetto della propria coscienza e rivendica la fedeltà ai propri convincimenti; dall'altra vi sono i toni sguaiati di chi, dopo aver cercato di impedire che la politica rivendicasse il proprio spazio di fronte a una delle più drammatiche decisioni della storia del nostro Paese, assunta nello spazio pubblico e non fra le quattro mura domestiche, ora mostra insofferenza anche al cospetto della umile e pacata manifestazione di 'tenuta di coscienza'. Non stupisce che questo avvenga a sinistra. Sorprende e rammarica che a far propri questi accenti sia chi, come il collega Della Vedova, della professione del credo liberale ha fatto fin qui la propria bandiera politica.
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e lei si spaccia per un