Università, decreto smentisce accuse contro governo

Il decreto approvato oggi è il vagone di testa che dà la direzione ai convogli che seguiranno, che il ministro Gelmini ha descritto nelle linee guida per l'università. Con questo provvedimento si afferma il criterio in base al quale i soldi debbano seguire il merito. Si rafforza il diritto allo studio e soprattutto si svecchia una università nella quale, a causa delle logiche corporative, i professori ordinari sarebbero presto diventati più numerosi dei giovani ricercatori. Viene così radicalmente smentita l'accusa secondo la quale l'università sarebbe stata oggetto di tagli indiscriminati. Non a caso, per andare avanti in questa stessa direzione abbiamo voluto una indagine conoscitiva sulle università italiane. Oggi abbiamo smentito le accuse infamanti che hanno ricoperto per un mese il governo e il ministro Gelmini. E' una risposta dialogante a quei ragazzi che avevano protestato, spesso in buona fede, e ai quali offriamo fatti sui quali riflettere e non benevolenza a buon mercato. E' soprattutto una risposta a quei tanti giovani che, per dirla con Prezzolini, non l'hanno bevuta; ai tanti milioni che non sono scesi in piazza; ai centomila che hanno firmato la petizione della maggioranza silenziosa nella quale rivendicavano il loro diritto di continuare a studiare; a quanti all'università La Sapienza, proprio laddove la protesta è stata più forte, hanno votato per le liste indipendenti e di centrodestra condannando la sinistra alla sconfitta.

28/11/2008