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Regolamenti parlamentari, aspettiamo il Pd alla prova dei fatti
Nella lettera di Walter Veltroni alla Stampa vi è un'evidente forzatura ma anche un riconoscimento implicito della linea della maggioranza. Per quanto riguarda la decretazione d'urgenza e il giusto richiamo del Capo dello Stato, infatti, si potrebbe sommessamente far notare a Veltroni che se i provvedimenti varati finora dal governo sotto forma di decreto sono giunti in aula, è perché lo stesso Capo dello Stato ne ha evidentemente ravvisato i requisiti di urgenza. Ma non è su questo punto che vogliamo ora soffermarci. Ci sembra importante il fatto che il segretario del Pd riconosca, nel quadro di un sistema tendenzialmente bipolare, la centralità della dialettica fra il governo e la sua maggioranza da una parte e l'opposizione dall'altra, e non abbia ascoltato le sirene - da ultimo ieri Pierluigi Castagnetti - che in questo assetto avevano ritenuto di scorgere addirittura pericoli per la nostra democrazia. Proprio nell'ottica di una democrazia decidente alla quale Veltroni fa riferimento, che al governo garantisca certezza nei tempi e un ruolo di guida nel processo legislativo e all'opposizione conferisca finalmente uno status istituzionale e le conseguenti prerogative, il PdL ha presentato fin dall'inizio della legislatura una proposta di modifica dei regolamenti parlamentari. E, da parte del governo, il ministro Vito ha manifestato nel corso di un'audizione davanti alle Prime Commissioni congiunte di Camera e Senato piena disponibilità e l'auspicio che questo tema possa essere affrontato al più presto. E' proprio su questa linea che noi andremo avanti, già a partire da martedì nella Giunta per il Regolamento. Sarà quella la sede per verificare se le aperture di Veltroni sono autentiche, o se sono solo un modo per gettare la palla in calcio d'angolo.
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