Paolo Amato: in un libro la passione e la "cultura tradita"

Ecco la mia presentazione al volume "La cultura tradita", che raccoglie gli interventi in Commissione Cultura di Paolo Amato, amico e collega senatore del PdL.

L’amico Paolo Amato ha voluto caratterizzare il proprio lavoro nella 7° Commissione del Senato concentrandosi soprattutto sui beni culturali. Un modo per continuare ad occuparsi concretamente di Firenze. La sua città, quella che ama sopra tutte. E questa passione è il filo rosso che unisce gli articoli, gli interventi e le iniziative di Amato. Una passione che lo ha portato ad indagare l’attività del Ministero dei Beni Culturali, aprendo una riflessione sulla natura delle competenze ad esso affidata. Una passione che lo ha spinto persino ad iniziative clamorose, non proprio in linea con lo stile senatoriale classico: come quella, che tutti ricordano, di incatenarsi per protesta ad una colonna del loggiato della Galleria degli Uffizi, quando “L’Annunciazione” di Leonardo da Vinci venne smontata impacchettata e spedita in Giappone, a far parte di una rassegna merceologica del “Made in Italy”. Ma Amato, per come ho imparato a conoscerlo, è fatto così. E' uomo di passioni forti che ha bisogno di credere in ciò che fa per dare un senso compiuto al proprio impegno in politica. Proprio da qui, d'altro canto, è nata stima e amicizia.

“La cultura tradita” è il titolo di questa raccolta, che comprende anche interventi critici sulla gestione della ricerca, dell’università e della scuola. È un titolo che rende l’idea di un'egemonia ormai logora e indica la necessità di una alternativa. Ciò vale innanzitutto per quanti fanno politica in Toscana e ogni giorno si confrontano con l'incapacità di una classe dirigente ad affrontare, in modo insieme rispettoso e moderno, i problemi posti dalla gestione dei beni culturali. La Toscana sempre più è la regione dei "nuovi abusi". Insieme è quella nella quale si vorrebbe affermare una concezione immobile dell'ambiente, che prescinde dalla considerazione della centralità della persona la quale per se stessa, e non per un astratto ideologismo, deve rispetto a ciò che è bello. Entrambe queste concezioni sbagliate – quella abusivista e quella conservatrice – si collocano a sinistra e non di rado cumulano i loro effetti negativi. Anche per questo la testimonianza che Paolo Amato ci offre nelle pagine che seguono è incoraggiante. Rappresenta un impegno a non lasciare più questo territorio nelle mani dei nostri avversari. Lo si potrà fare se anche Voi, cittadini della Toscana, in queste elezioni ci darete forza per andare avanti.

26/03/2008