In Primo Piano

    Banca del Sud e fiscalità di vantaggio sono i pilastri del progetto per il Mezzogiorno

    Chi, a sinistra, aveva costruito sulla favola del "governo nordista" buona parte della sua artiglieria propagandistica in vista delle regionali, ha dovuto rivedere i suoi piani. (segue)

     

     

    Ecco il calendario degli appuntamenti elettorali che da Nord a Sud mi porteranno nelle regioni chiamate al voto il 28 e 29 marzo. Un'agenda ricca di eventi, dibattiti, manifestazioni insieme ai candidati del Pdl, ai direnti del partito e agli elettori.

    Il vero scandalo è che in un Paese che si vorrebbe definire civile e democratico possano finire sui giornali le telefonate del presidente del Consiglio, del direttore del Tg1, del commissario dell'Agcom e del direttore generale della Rai per un'inchiesta che nulla ha a che fare con tutto ciò.

    Chi vuole invitare alla discussione non presenta 1700 emendamenti e la senatrice Anna Finocchiaro che in Aula ci ha definiti maestri di arroganza contestando il voto di fiducia sul ddl, lo sa bene, essendo una parlamentare di lungo corso.

    La Gazzetta del Mezzogiorno

    Il decreto e' frutto di una leale collaborazione tra istituzioni dello Stato, permette di coniugare in modo più razionale forma e sostanza, ribadisce il rispetto delle regole, ma ricorda anche che la sostanza della democrazia è il confronto fra posizioni differenti. Se la sinistra non comprende tutto questo significa che quando diceva di auspicare una competizione autentica affermava una posizione ipocrita.

    Il Corriere del Mezzogiorno

    La politica deve sempre prendersi le proprie responsabilità esercitando il diritto-dovere di scegliere. Se si va avanti con questa mania dei codici alla fine si offrono strumenti per vendette trasversali del tutto immotivate.

    Il Mattino

    La "sentenza" di Galli Della Loggia sul Pdl, il caso delle liste bocciate in Lombardia e Lazio col rischio di un'involuzione democratica della prassi, lo stato dell'arte nel partito e l'ennesimo strappo di Fini. Nell'intervista a Il Mattino analizzo i temi sul tappeto senza remore, ma con la consapevolezza che oggi la priorità non sono i distinguo, ma la battaglia per le regionali.

    Una battaglia l'abbiamo già vinta: a Napoli, in Campania, c'è stato chi voleva commissariare la politica e la democrazia. Volevano mettere tutti sullo stesso piano: chi questa regione l'aveva sfigurata e ricoperta di rifiuti e di ignominia, e chi ha subito un'operazione giustizialista e anche vigliacca, con accuse vecchie di quindici anni fatte deflagare alla vigilia della campagna elettorale senza neanche la possibilità di difendersi davanti a un magistrato.

    E' profondo il cordoglio per la scomparsa di una persona perbene, che con coraggio ha speso la sua troppo breve vita contro il conformismo, per il garantismo, per l'affermazione della verità sulla storia del nostro Paese, e nella terra difficile che ha sempre amato ha sfidato i professionisti dell'antimafia denunciandone pubblicamente le deviazioni e le ipocrisie. La morte di Enzo Fragalà è uno dei fatti oscuri sui quali una politica che non abbia perso completamente la testa e il cuore dovrebbe subito interrogarsi.

    Si sta cercando in vari modi di distruggere ciò che è stato fatto in Abruzzo e per l'Abruzzo. Per noi resta un esempio di come l'impegno politico debba tendere al bene comune. Se ci sono casi isolati di deviazione collegati all'emergenza la magistratura li individui e li colpisca. Ma questo non può significare infangare una pagina politica della quale il governo e il PdL vanno fieri.

    Le Autorità amministrative indipendenti sono un tema cruciale. E non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per coloro che sono interessati all’evoluzione generale del nostro sistema istituzionale e alle strategie necessarie per elevare la capacità complessiva di risposta di tutte le istituzioni alle esigenze del Paese nel suo complesso.